La visione

Gli occhi forniscono la materia prima all’intelligenza e per il cui tramite il CERVELLO controlla le funzioni degli occhi. La visione è una strada a due corsie – l’una per portare al cervello gli elementi della conoscenza e dell’intelligenza – l’altra per rendere possibile, tramite i controlli provenienti di ritorno dal cervello, l’atto del « vedere ». Tali due processi vengono dimostrati da questo semplice diagramma che presenta una sezione orizzontale della testa.

MECCANISMI A CONTROLLO SEPARATO

Prima di tutto gli occhi debbono avere l’esatta direzione (puntare sull’oggetto) e la loro messa a fuoco adattata alla giusta distanza. Le due operazioni sono rese possibili da due diversi gruppi di muscoli e controllati da due diversi sistemi nervosi. Il meccanismo di puntamento è un’azione VOLONTARIA, controllata dagli impulsi del cervello.  

Nel diagramma essi sono rappresentati  dai folletti  che controllano i sei muscoli i quali permettono il movimento di ciascun occhio.

LA MESSA A FUOCO E’ INVOLONTARIA :    

avviene inconsciamente. Nel diagramma ciò è indicato dai folletti cannocchiale raffiguranti il controllo del muscolo che circonda il cristallino. Il funzionamento della visione richiede perciò che il sistema nervoso volontario e quello involontario lavorino insieme e simultaneamente. Essi debbono essere esattamente equilibrati e permettere adattamenti rapidissimi (frazioni di secondo) continui, per centinaia di volte al minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno. Si noti anche che non esiste connessione muscolare tra i due occhi. Ciascuno di essi è nella sua orbita, all’interno del cranio, separato dall’altro da un osso. Due occhi debbono lavorare assieme grazie ad un equilibrio, creatosi  nel cervello e controllato dai sistemi nervosi.

L’OCCHIO E’ LA FINESTRA DEL NOSTRO CERVELLO

Il fenomeno della visione inizia negli occhi, tramite le immagini formate dalla luce riflessa dagli oggetti osservati. La stimolazione retinica mette in atto un’energia nervosa. Tale energia giunge al cervello tramite i nervi ottici incrociati. Ciascun messaggio giunge in primo luogo ad un centro che chiameremo « esperienza » dal quale esce classificato ed identificato come « nuova informazione ». Soltanto se l’oggetto, o qualcosa di simile è già

« stato visto in precedenza » esso assume un significato. Si noti come l’esperienza sia legata anche a tutti gli altri sensi. Il tatto, il gusto, l’odore, il suono e l’apparenza della cosa sono stati sommati nell’esperienza e registrati dalla memoria fin dai primi giorni di vita. Come e quanto rapidamente si saprà interpretare ogni minima informazione pervenuta, dipende all’ampiezza dell’esperienza e dall’ efficienza della memoria.